Confermata in appello la condanna degli ex amministratori dello IOR
Città del Vaticano, 21 gennaio 2022 – La Corte di Appello ha pienamente riconosciuto le ragioni dello IOR e ha condannato Cipriani e Tulli a risarcirgli circa € 40 milioni.
È stata depositata il 18.1.2022 la sentenza con cui la Corte di Appello ha rigettato integralmente le istanze degli ex Direttore Generale e Vice Direttore dell’Istituto e, confermando integralmente la sentenza emanata in primo grado nei loro confronti, li ha condannati a risarcire allo IOR i danni da essi cagionati, che ha liquidato in Euro 35.740.587 a titolo di danno emergente, nonché in Euro 4.799.445 a titolo di lucro cessante (pertanto per un totale di euro 40.540.032, oltre svalutazione monetaria e interessi legali). La Corte ha posto le spese di giudizio a carico degli appellanti, incluso quelle relative al primo grado.
Il giudizio riguarda la mala gestio con cui i signori Paolo Cipriani e Massimo Tulli hanno disposto alcuni investimenti dell’Istituto tra il 2010 e il 2013, e che si sono rivelati sin da subito dannosi in quanto problematici e, in diversi casi, anche illegittimi e oggetto di procedimenti penali.
Il giudizio segue ad una profonda opera di rinnovamento e trasformazione dell’Istituto in attuazione delle importanti riforme del settore finanziario vaticano e della Santa Sede, grazie alle quali l’Istituto ha potuto identificare gli abusi commessi ai suoi danni e difendere il proprio patrimonio, che poi è patrimonio della Chiesa.
È stato il primo nel suo genere all’interno dello Stato della Città del Vaticano, che è servito da apripista ad altri casi analoghi, tutt’ora in corso.
